Dotoli Giovanni, “Lettere Numeri Colori” (2015) – Estratti

Giovanni Dotoli, Lettere Numeri Colori, prefazione di Mario Selvaggio, illustrazioni di Francesca e Giovanna Falagario, Roma, Edizioni Universitarie Romane, Coll. « Poesia per ragazzi n. 2 », 2015, 106 p.

*  *  *  *  *  *

A

Sono la lettera numero uno

Non mi fermo per nessuno

Apro ogni tipo di dizionario

La mia barca è nell’acquario

Sono anche la prima vocale

In ogni parola non sto male

Per dare all’alfabeto un cuore

Accompagno l’inizio d’amore

B

Eccomi qua lettera seconda

Marcio con le labbra a onda

Sono un’amorosa labiale

Dico alla parola che vale

Trotto per salti a uno e a due

Do persino la voce a un bue

Sparo forte bum bum ohibò!

Le frasi accarezzo con un boh!

E

Se io divento di essere il verbo

La terza persona con me serbo

Al presente indicativo con accento

Nessuna difficoltà proprio sento

Ma se mettere insieme poi devo

Verbi aggettivi e nomi che bevo

Non voglio mai mai un accento

Ve lo dico e per niente mi pento

F

Lettera dal bel disegno sono

L’anima alla filosofia io dono

Eccomi inizio d’ogni contatto

Talvolta gioco con un gatto

Se son doppia non mi affatico

Irrobustisco ogni grosso plico

Con uno stupendo francobollo

Il suono creo senza ammollo

W

 

Mi hanno ridotto proprio male

Sono su una porta così amicale

Indico solo laddove è il bagno

Basta più non vi accompagno

Vorrei allora moltissime parole

Provare loro che non sono sole

Che bello il cielo col mio segno

A tutti quanti la vittoria insegno

X

 

Mi usate solo per non entrare

Riflettete so anche carezzare

Ricordo il sacrificio di Cristo

Per dire a tutti che ben esisto

Vedetemi come bell’apertura

Mai sono una vera chiusura

Incasello il disordine di vita

In nessun caso resto allibita

Y

A New York sogno l’America

Ho una linea che forse merita

Lavorerò per avere un punto

Dove mai più sia un aggiunto

Com’è duro al mondo esser sola

Vorrei donarvi una dolce aiuola

Ragazzi non linciatemi mai più

Portatemi piuttosto un poco su

Z

Sono l’ultima lettera dell’alfabeto

Divento la prima se do il segreto

Non sono mai doppia in azione

Scrivete bene con una z lezione

Regalo a tutti voi sogni belli

Zorro Zante zenit son snelli

Divino zufolo nella foresta

Mi distinguo per molte gesta

Zero

Sono un bel numero anch’io

Perché santo perfetto e pio

Eccomi quantità ben vera

So iniziare una nuova era

Degli esseri prevedo il fato

Sono già zero appena nato

Di conti narro la fotografia

Ho una mia cara filosofia

Uno

Porto il nome d’iniziale primo

Ho l’odore del celestiale timo

Anch’io ho qualche segreto

Pur restando molto quieto

Con il mio saggio equipaggio

Son notte e giorno in viaggio

Avvolgo cifre con un manto

Per la conta lancio il guanto

Sei

Sono il numero dell’allegria

Non mi interessa l’allegoria

Nessun compagno io temo

Al primo stormire io fremo

Non dico prendere o lasciare

Il mio unico verbo è operare

Ho un solo perenne pensiero

Esser costantemente com’ero

Sette

Della magia io sono la voce

Sono nato sotto un gran noce

Del giorno al primo levare

Beato mi metto a cantare

Di guardar la più bella cometa

Nessuno certamente mi vieta

Ho tantissimi ricciuti capelli

Sono proprio sempre quelli

Dieci

Do il numero alle due mani

A loro offro tantissimi pani

Mostro una magnifica vista

Con centomila colori mista

Mi piace il chiaro linguaggio

Tra i mesi preferisco maggio

In ogni colonna son propizio

Posso dirlo forte non ho vizio

Cento

In ogni banca m’infilo

Il mio modello è il Nilo

Per tutta tutta la terra

Il mio essere forte erra

Bevo a garganelle il rosso

Non mi sento mai rimosso

Vivo sempre in dolce piana

Dove ho creato la mia tana

Blu

Della notte porto il colore

Al sogno vado con amore

Dio mi ama su in paradiso

Della vita conosco il sorriso

Sono azzurro come il mare

Se piatta tavola per nuotare

Quando guardo l’orizzonte

Vedo il sole dietro il monte

Celeste

Una fata mi ha voluto celeste

Con dolci mani parecchio leste

Carezzando il turchino un poco

Ha in me ravvivato tanto fuoco

Indico in cielo la via della santità

A ognuno mostro lassù la verità

Ho dappertutto tantissima grazia

Il mio acceso color l’occhio sazia

Nero

Si dice che alla paura io trotto

Ve lo dico senza alcun motto

È vero son proprio nero nero

Ma sognar faccio come mistero

Sono elegantissimo in ogni festa

Adorno nella sera una bella testa

Ho soltanto una chiara tendenza

Quella di una gaia lenta pazienza

Bianco

Sono il colore del candore

Bianco perché sento pudore

In me non c’è una sola bolla

La mia limpidezza mai molla

Le mie onde fischiano si si si

La mia musica canta mi mi mi

Seguo la melodia del fa fa fa

E respingo forte il ma ma ma

Giallo

Eccomi bel colore sgargiante

Dello splendore vero amante

Del cielo sono buon figlio

Ci vedo lontano un miglio

Mi schiudo a pieno ventaglio

Dell’universo inseguo il taglio

Sono scelto pure da una palla

Evviva io son sempre a galla

Oro

Sono il colore dell’ebbrezza

Ai visionari faccio la carezza

Corono il capo di una donna

Che allor muta in nobildonna

Dappertutto spando la mia luce

Ogni sogno il mio lucido ricuce

Regalo a tutti una vita serena

Nelle dolci notti di luna piena

 

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