
Giovanni Dotoli, Lettere Numeri Colori, prefazione di Mario Selvaggio, illustrazioni di Francesca e Giovanna Falagario, Roma, Edizioni Universitarie Romane, Coll. « Poesia per ragazzi n. 2 », 2015, 106 p.
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A
Sono la lettera numero uno
Non mi fermo per nessuno
Apro ogni tipo di dizionario
La mia barca è nell’acquario
Sono anche la prima vocale
In ogni parola non sto male
Per dare all’alfabeto un cuore
Accompagno l’inizio d’amore
B
Eccomi qua lettera seconda
Marcio con le labbra a onda
Sono un’amorosa labiale
Dico alla parola che vale
Trotto per salti a uno e a due
Do persino la voce a un bue
Sparo forte bum bum ohibò!
Le frasi accarezzo con un boh!
E
Se io divento di essere il verbo
La terza persona con me serbo
Al presente indicativo con accento
Nessuna difficoltà proprio sento
Ma se mettere insieme poi devo
Verbi aggettivi e nomi che bevo
Non voglio mai mai un accento
Ve lo dico e per niente mi pento
F
Lettera dal bel disegno sono
L’anima alla filosofia io dono
Eccomi inizio d’ogni contatto
Talvolta gioco con un gatto
Se son doppia non mi affatico
Irrobustisco ogni grosso plico
Con uno stupendo francobollo
Il suono creo senza ammollo
W
Mi hanno ridotto proprio male
Sono su una porta così amicale
Indico solo laddove è il bagno
Basta più non vi accompagno
Vorrei allora moltissime parole
Provare loro che non sono sole
Che bello il cielo col mio segno
A tutti quanti la vittoria insegno
X
Mi usate solo per non entrare
Riflettete so anche carezzare
Ricordo il sacrificio di Cristo
Per dire a tutti che ben esisto
Vedetemi come bell’apertura
Mai sono una vera chiusura
Incasello il disordine di vita
In nessun caso resto allibita
Y
A New York sogno l’America
Ho una linea che forse merita
Lavorerò per avere un punto
Dove mai più sia un aggiunto
Com’è duro al mondo esser sola
Vorrei donarvi una dolce aiuola
Ragazzi non linciatemi mai più
Portatemi piuttosto un poco su
Z
Sono l’ultima lettera dell’alfabeto
Divento la prima se do il segreto
Non sono mai doppia in azione
Scrivete bene con una z lezione
Regalo a tutti voi sogni belli
Zorro Zante zenit son snelli
Divino zufolo nella foresta
Mi distinguo per molte gesta
Zero
Sono un bel numero anch’io
Perché santo perfetto e pio
Eccomi quantità ben vera
So iniziare una nuova era
Degli esseri prevedo il fato
Sono già zero appena nato
Di conti narro la fotografia
Ho una mia cara filosofia
Uno
Porto il nome d’iniziale primo
Ho l’odore del celestiale timo
Anch’io ho qualche segreto
Pur restando molto quieto
Con il mio saggio equipaggio
Son notte e giorno in viaggio
Avvolgo cifre con un manto
Per la conta lancio il guanto
Sei
Sono il numero dell’allegria
Non mi interessa l’allegoria
Nessun compagno io temo
Al primo stormire io fremo
Non dico prendere o lasciare
Il mio unico verbo è operare
Ho un solo perenne pensiero
Esser costantemente com’ero
Sette
Della magia io sono la voce
Sono nato sotto un gran noce
Del giorno al primo levare
Beato mi metto a cantare
Di guardar la più bella cometa
Nessuno certamente mi vieta
Ho tantissimi ricciuti capelli
Sono proprio sempre quelli
Dieci
Do il numero alle due mani
A loro offro tantissimi pani
Mostro una magnifica vista
Con centomila colori mista
Mi piace il chiaro linguaggio
Tra i mesi preferisco maggio
In ogni colonna son propizio
Posso dirlo forte non ho vizio
Cento
In ogni banca m’infilo
Il mio modello è il Nilo
Per tutta tutta la terra
Il mio essere forte erra
Bevo a garganelle il rosso
Non mi sento mai rimosso
Vivo sempre in dolce piana
Dove ho creato la mia tana
Blu
Della notte porto il colore
Al sogno vado con amore
Dio mi ama su in paradiso
Della vita conosco il sorriso
Sono azzurro come il mare
Se piatta tavola per nuotare
Quando guardo l’orizzonte
Vedo il sole dietro il monte
Celeste
Una fata mi ha voluto celeste
Con dolci mani parecchio leste
Carezzando il turchino un poco
Ha in me ravvivato tanto fuoco
Indico in cielo la via della santità
A ognuno mostro lassù la verità
Ho dappertutto tantissima grazia
Il mio acceso color l’occhio sazia
Nero
Si dice che alla paura io trotto
Ve lo dico senza alcun motto
È vero son proprio nero nero
Ma sognar faccio come mistero
Sono elegantissimo in ogni festa
Adorno nella sera una bella testa
Ho soltanto una chiara tendenza
Quella di una gaia lenta pazienza
Bianco
Sono il colore del candore
Bianco perché sento pudore
In me non c’è una sola bolla
La mia limpidezza mai molla
Le mie onde fischiano si si si
La mia musica canta mi mi mi
Seguo la melodia del fa fa fa
E respingo forte il ma ma ma
Giallo
Eccomi bel colore sgargiante
Dello splendore vero amante
Del cielo sono buon figlio
Ci vedo lontano un miglio
Mi schiudo a pieno ventaglio
Dell’universo inseguo il taglio
Sono scelto pure da una palla
Evviva io son sempre a galla
Oro
Sono il colore dell’ebbrezza
Ai visionari faccio la carezza
Corono il capo di una donna
Che allor muta in nobildonna
Dappertutto spando la mia luce
Ogni sogno il mio lucido ricuce
Regalo a tutti una vita serena
Nelle dolci notti di luna piena


