
Giovanni Dotoli, Pane, nota dell’Editore, illustrazioni di Michele Damiani, Roma, Edizioni Universitarie Romane, Coll. « Poesia per ragazzi n. 1 », 2015, 128 p.
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Come fiore
Non essere impaziente
Mi diceva mia madre
All’alba rossa della luce
Come vita lieviterà il pane
Lo vedevo piano piano
Sollevare il panno di lana
Crescere per cerchi di farina
Con bei solchi d’apertura
Mia madre pregava Iddio
Il germe ancora una volta
Nella coppa di cristallo
Come fiore era sbocciato
Ibid., p. 19.
Pane fresco
Quelle spighe allineate
Nel sacco di juta multiuso
Facevano sognare il pane
Di semola dura con olio
Mia madre le schiacciava
Separava farina e crusca
Bianco come puro latte
L’interno era un mistero
Poi il miracolo del tempo
Poche ore una preghiera
Impastava un’enorme ruota
Di pane fresco come la luna
Ibid., p. 21.
Rugiada di rosa
La notte era il tempo del pane
Il giorno era lavoro nei campi
Impastavo chili di farina
Con mani dolci d’infanzia
Più forte diceva mia madre
La tua energia sarà del pane
E potremo insieme andare
Sull’argentea cima dell’ulivo
Quel pane con gocce d’olio
Sapeva di rugiada di rosa
Al centro aveva una stella
Indicava la mia rotta futura
Ibid., p. 27.
Un cane
Dormiva all’angolo
Un cane rossiccio
Apriva ogni tanto
Il suo occhio ferito
Voleva una ciotola
Di pane bagnato
Per tutta la notte
L’aveva sognato
Lanciava il muso
Nella ciotola blu
Che silenzi di gioia
Dinanzi a quel basso
Ibid., p. 40.
Pane troppo duro
Se il pane era troppo duro
Proprio come una pietra
Tanti pezzi erano in fila
Nel grande piatto ocra
Una volta reso molle
Olio su olio a volontà
Spirali di cipolla rossa
Origano della montagna
Fragranza di dolce attesa
Bagnavo in mezzo al piatto
I pezzi più duri del pane
Era felice il vecchio gatto
Ibid., p. 50.
Pane cotto
Lo chiamavamo felici
Pane cotto della nonna
Sembrava manna di sole
Sulla tavola vuota
Era vergine come fico
Con verdure selvatiche
Oppure patate dorate
O pancetta ben sfritta
Si sentiva la pioggia
Densa di eternità
Nell’aria d’amore
Gaie voci argentine
Ibid., p. 56.
