Ode, “Voyage en Cosmogonie / Viaggio in Cosmogonia” (2015) – Prefazione di Michel Bénard

Ode, Voyage en Cosmogonie / Viaggio in Cosmogonia, préface par – prefazione di Michel Bénard, introduzione, traduzione e cura di Mario Selvaggio, Roma, Edizioni Universitarie Romane, Coll. « Les Poètes intuitistes / I Poeti intuitisti n. 9 », 2015, 142 p.

*  *  *  *  *  *

Michel Bénard

Laureato dell’Accademia francese – Cavaliere nell’Ordine delle Arti e delle Lettere

PREFAZIONE

 

 

Questo prologo sarà la congiunzione simbolica di tre grandi fiumi: la Senna, dalle acque marnose, che ho appena lasciato, il Senegal, dalle acque limacciose, che vengo a ritrovare e, pietra angolare di questa raccolta, il San Lorenzo, dalle acque ghiacciate e impetuose, nel quale m’immergo grazie alla voce della nostra poetessa, Ode:

«Sono Traghettatore d’Anime

Come tutti i Grandi Fiumi […]

È un nuovo periplo in poesia al quale ci invita la nostra amica, che prende la sua fonte d’ispirazione in quella del San Lorenzo, per diventare un omaggio e un saggio dialogo. Poeta ed elementi.

In questo lungo viaggio fluviale la parola chiave si fonderà su un eco dal riflesso dell’amore cosmogonico, dunque, universale!

L’acqua del fiume sarà l’oggetto di una ricerca poetica iniziatica in cui il ritmo del linguaggio scorre con regolarità in una perfetta concatenazione.

Sulla strada della conoscenza la poetessa si spoglierà e metterà la sua parola a nudo.

Un autentico percorso cosparso d’un certo esoterismo in cui il Verbo si mescola alle acque memoriali del fiume:

Andrò sola là dove tu mi guiderai

Anche nelle Ombre

del Segreto…»

Come in un’antica formula alchemica rasentiamo il fuoco solare, l’aria del grande vuoto del cielo, la terra come elemento germinale e l’acqua lustrale che si divide tra il fiume e il mare in un abbraccio celeste.

Le strade sono a volte incerte nel condurci nel giusto mezzo di una ricerca d’Amore e l’amara constatazione del suo contrario il disamore, sapendo che:

solo l’Amore

è Luce…

Constatiamo che la voce della poetessa, al di là dell’aspetto iniziatico, diventa in alcuni casi profetica, la visione si proietta oltre il tempo, per osservare già il profilarsi d’un freddo glaciale che s’impadronirà dei popoli senza umanità, senza stato d’animo. Sarebbe questo il preludio di un ritorno all’oscurantismo o ad un altro feticismo?

Ma la poetessa non è disarmata, e diventa l’ambasciatrice dell’umano seminando la sua parola, granello di polvere ai quattro venti, ai quattro punti cardinali, ai quattro fiumi celesti e sulle quattro stagioni.

La poetessa presagisce la tragedia prima che si manifesti. Per prevenire il dramma e tentare di sventarlo ad ogni costo, Ode ha come unica arma la freccia acerata della Parola.

Questa poesia è così densa da un punto di vista simbolico che io mi sento un pò disorientato nell’evocarla come si dovrebbe, poiché sarebbe necessario sottolinearne tutti gli aspetti, tutte le formule e tutte le parabole.

Ode osserva la terra come un granello di sabbia nel grande Tutto, come una grande Cattedrale in un cielo costellato da miliardi di stelle:

Sono nata dall’unione

d’una Stella

caduta nel Grande Fiume

Sì, cosa siamo noi in questa eternità infinita?

L’uomo, principale nemico di se stesso, non potrebbe ritrovare la strada del buon senso e dell’umanità?

La domanda resta in sospeso! È la poetessa che ha scelto il fiume o il fiume che affida il suo messaggio codificato a quest’ultima? Qui dobbiamo scorgere la sfida della poesia, come seme di speranza:

il Seme della Speranza

tu lo troverai

nella polvere di Stelle…

Si tratta in questo caso di una rimarchevole osservazione sul senso della vita, delle sue possibili prospettive, la donna è molto più vicina e sensibile a coglierne il messaggio poiché ne è la matrice.

C’immergiamo pienamente in un inno di comunione con il grande fiume, grazie alla constatazione irrevocabile del tempo che scorre.

Dietro la nostra poetessa, scopriamo la pittrice, l’artista figurativa, che non esita a intingere i suoi pennelli nei colori dell’arcobaleno al fine di miniare l’eco della sua parola.

E grazie a questi sette colori varcare le sette porte iniziatrici.

Ecco l’alta fusione, la grande Unità.

In questo passaggio iniziatico la poetessa si confonde con la terra matriciale, con l’universo genitoriale. Ode diventa l’archeologa dei segreti memoriali sottolineando la condizione umana su scala cosmica.

La scrittrice vi scorgerebbe forse il colore delle parole provenienti dalle galassie e dalle costellazioni?

Il tempo non esiste più, non c’è ieri né domani, passato, presente, futuro diventano Uno. La poetessa si affranca dal peso soffocante delle catene, lei è l’universo, noi siamo eterni.

Tutto ribolle, tutto si fonde in lei. In questo libro, troviamo una presa di coscienza della drammaturgia della grande menzogna delle religioni, delle spaventose devianze, delle scritture apocrife che portano alla sottomissione, alla cieca fedeltà, all’ignoranza, alla perdita d’identità, alle più infantili superstizioni, alle dominazioni patriarcali, alle minacce più terrificanti in nome di «dei» immaginari, inventati dagli uomini con come unico referente questo bisogno di forze superiori per manipolare e alienare meglio le masse ingenue e credulone.

Non fu forse detto e ridetto che le religioni erano l’oppio del popolo!

Perché l’Uomo si è inventato

delle religioni

Per farlo sprofondare in una sorta di schiavitù dei dogmi e delle tradizioni arcaiche e religiose trasgressive.

Stupidaggini, sì probabilmente, ma a costo di quali pericoli?

poiché questi dei non sono Amore

ma pretesti per l’Odio

Le leggi etniche, tribali, sociali sono altrettante barriere e tramezzi che non hanno altre ragioni se non quelle di sfociare il più delle volte nell’ignoranza.

La poetessa sogna solo la rivelazione della luce, della verità globale e universale purificata di tutti i suoi surrogati.

La scrittrice porta anche uno sguardo chiaro e lucido sugli abusi e le derive di molti dirigenti di questo basso mondo, che spogliano l’essenza stessa della vita, i diritti dell’uomo, per soddisfare la mediocrità del loro potere. Che sconcertante cacofonia questo mondo in uno stato di decadenza consegnato alla sterile avidità dei piccoli tiranni dominatori e altre isterie di ogni sorta.

Ma nell’angolo più profondo della disillusione, dobbiamo credere ancora nella rinascita della speranza.

La chiave di questa raccolta è prendere coscienza dello stato dei luoghi e scavare le fondamenta di un altro mondo eretto sulla vera giustizia, l’equità, la condivisione, la conoscenza, la concordia, il rispetto e la libera Libertà ragionata. Piccolo omaggio a Rimbaud!

La dimensione dell’Uomo è di ordine cosmico

Possa, dunque, la nostra poetessa-architetto costruire la casa dell’Uomo, e non il tempio degli «dei» di cartone, nel corso delle trasparenze tranquillizzanti e delle saggezze scintillanti del San Lorenzo:

Serbo Speranza

all’incontro dei Mondi

… Vado verso di loro…

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